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Come è nato il progetto #Gondola400?

Il progetto #Gondola400 nasce dall’idea di Andrea e Matteo Mescalchin, due fotografi con l’ambizione di raccontare e valorizzare l’antico mestiere dei maestri d’ascia veneziani come valore prezioso e rappresentativo dell’eccellenza artigiana tipica del made in Italy, attraverso una raccolta di immagini fotografiche autentiche e uniche nello stile.

Andrea e Matteo sono titolari di Digitalmovie, uno studio fotografico attivo dal 1997. In oltre vent’anni hanno accumulato un importante bagaglio di esperienza: queste esperienze, con il loro metodo di lavoro, lo hanno messo a disposizione del progetto #Gondola400.

Matteo come ideatore e fotografo, Andrea come responsabile di produzione e coordinamento, hanno sviluppato il progetto in un arco di tempo di circa un anno, adeguandosi con le tempistiche di produzione di una gondola presso lo Squero Dei Rossi, protagonista di questo articolato progetto fotografico.

Perchè il nome #Gondola400?

La fabbricazione di una gondola Veneziana è un’opera di interpretazione ed ingegno unica al mondo. Un totale 400 ore di raffinato lavoro di diverse maestranze per creare un’imbarcazione che deve essere la perfetta sintesi di tradizione e personalizzazione: da un lato una progettazione immutata nei secoli, dall’altro una modulazione strutturale che sia funzionale – e quindi su misura – alle caratteristiche fisiche del singolo gondoliere – peso, statura e perfino stile di voga.

Il progetto #Gondola400 prende questo nome in quanto si costituisce di una raccolta di 400 scatti, come ideale tributo ad ogni ora di lavoro necessaria alla costruzione di una gondola.

La raccolta di immagini, accanto allo scopo divulgativo, si propone idealmente come un rispettoso tributo allo straordinario lavoro dell’artigiano: quest’ultimo diventa fonte d’ispirazione per lo stesso lavoro fotografico e per l’enorme dedizione e cura del dettaglio che caratterizza ogni scatto.

Il metodo di lavoro adottato per la realizzazione dei 400 scatti non interviene mai sul soggetto, imponendo pose statiche o azioni ricostruite, bensì costruisce attorno al soggetto atmosfere coinvolgenti e descrittive, quasi pittoriche, attraverso l’uso della luce come principale strumento del linguaggio visivo.

Qual’è lo scopo del progetto?

Il progetto ha diversi obiettivi: dalla sperimentazione fotografica alla promozione culturale, attraverso un lavoro editoriale innovativo per metodologia e ambizioso nei fini, come quello di creare una collezione di immagini che valorizzino il prodotto – la gondola – e le capacità artigianali in tutti i suoi aspetti.
Alla volontà di creare immagini autentiche ma al contempo fotograficamente strutturate, si unisce un approccio pratico che non scende a compromessi con il difficile ambiente di lavoro dello squero e mantiene come obiettivo la più alta qualità fotografica possibile.

Anche in questa prospettiva ci sono analogie e assonanze tra il lavoro di eccellenza del Made in Italy e quanto accade nell’approccio professionale dello studio fotografico. Come emerge anche dai vari progetti seguiti in passato dai due fotografi, molto spesso le realizzazioni fotografiche o videografiche si configurano come delle sfide: nella gestione dei tempi di realizzazione, nella gestione tecnica o delle variabili ambientali in cui il team si trova ad operare. Non è raro infatti individuare situazioni che richiedano la messa a punto di nuove soluzioni tecniche, accanto al miglioramento di tecniche consolidate.

Tra gli obiettivi di #Gondola400 c’è quindi la produzione di un numero rilevante di scatti mantenendo un’alta qualità fotografica, dimostrando che sia possibile non rinunciare alla qualità quando anche la quantità sia importante per il raggiungimento degli obiettivi.

Questa idea si declina con coerenza in tutti gli aspetti della produzione, dalla scelta di creare esclusivamente immagini autentiche (non invasive del lavoro delle maestranze) alla scelta di scattare l’intera serie in medio formato digitale, garantendo la “qualità elettronica” oltre che la “qualità visuale”.

Quali ambizioni artistiche ha il progetto e quali soluzioni ha adottato?

Dal punto di vista artistico, l’uso della luce è stato l’elemento fondamentale.
Il metodo di lavoro adottato ha permesso il connubio tra le normali attività produttive del soggetto – lo squero veneziano – e la costruzione di molteplici set fotografici.
La ricerca negli archivi fotografici ha evidenziato come, in un contesto affascinante come quello del lavoro nello squero, la maggior parte dei lavori fotografici precedenti abbia preferito una fotografia di puro reportage, scattando esclusivamente in condizioni di luce
disponibile.

Pur includendo alcuni esempi di questo approccio anche nella collezione dei 400 scatti, il progetto ha voluto idealmente sovrapporre alla situazione reale un’interpretazione fotografica dell’atmosfera e dell’ambiente di lavoro come strato di chiave di lettura artistica della realtà, conservando il valore dell’autenticità attraverso il rigoroso non-intervento nelle movenze e nelle espressioni delle maestranze.

Quali sono le parti coinvolte nella realizzazione?

#Gondola400 è una produzione autonoma dello studio Digitalmovie che ha lavorato in piena sinergia con lo Squero Dei Rossi.

I partner tecnici dello studio sono l’azienda canadese LightTools e l’americana Chimera Lighting, che hanno più volte individuato nel lavoro fotografico di Matteo Mescalchin un esemplare uso dei loro prodotti di alta gamma per la modellazione della luce artificiale, spesso affidandogli anche in anteprima la prova di prodotti in fase di sviluppo.

Come si articola il progetto e come verrà diffuso?

Il progetto, inaugurato nel luglio 2019, ha uno sviluppo di circa un anno ed è strutturato in diverse giornate di shooting che seguiranno il lavoro di costruzione di diversi esemplari di gondola in diverse fasi di lavorazione.

La gallery completa dei 400 scatti, accanto ad una selezione di 40 scatti di sintesi, sarà gestita dallo studio e disponibile per diverse pubblicazioni, in coerenza con lo spirito divulgativo del progetto. In affiancamento agli scatti ufficiali, una serie di immagini di “making of” e racconta lo scenario di lavoro offrendo un’idea delle soluzioni e tecniche fotografiche adottate.

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